Il primo dei nuovi Colloquia di AIIC dettagliatamente riportato in ICT Security Novembre/Dicembre 2016.

Pubblichiamo stralci dell’articolo di Luca Marcantonio e, in esclusiva del sito AIIC, le presentazioni dei relatori.

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Possiamo rottamare la distinzione tra safety e security, riportando tutto ad un più ampio concetto di “sicurezza”?

Meglio non essere precipitosi e considerare interrogativi più sfaccettati quando si discute di Convergenza tra safety e sicurezza fisica, logica e organizzativa, come è stato fatto nel primo incontro di approfondimento della nuova stagione dei “Colloquia” di AIIC, il 24 novembre a Roma, ospiti della Università Roma Tre.

Questo evento a carattere formativo, aperto anche ai non soci, ha consentito ad AIIC di approfondire uno tra i temi più attuali nel settore delle infrastrutture critiche, e non solo.

Visione olistica per la sicurezza

Il concetto chiave, emerso con evidenza, è che complessità e interconnessioni interne ed esterne – particolarmente note a chi si occupa di infrastrutture critiche – impongono a tutte le organizzazioni pubbliche e private una visione complessiva e predittiva delle minacce interne ed esterne. La sicurezza globale deve essere ricercata in soluzioni preventive che, scontando di non poter prevedere le esatte minacce, rendano tutta la attività meno vulnerabile.

Quindi la organizzazione generale e le prassi di tutti i collaboratori devono già contenere l’allineamento strategico alla sicurezza come claudiopantaleoprincipio per tutte le attività.

Nelle esperienze delle grandi aziende multinazionali già emerge il ruolo, di stretta collaborazione propositiva con l’alta direzione, per una funzione sempre più strategica, che forse potremmo chiamare sicurezza proprio perché raccorda safety e security tra loro e con tutta la gestione dell’impresa, interna e nelle parti che, sempre di più, sono affidate a fornitori esterni.

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Sono qui disponibili in PDF le relazioni di Claudio Pantaleo (nella fotografia) , Francesco Carlino, Luca Negrini.

Prospettive di sviluppo economico e professionale tra utopia e distopia del mondo nuovo

Le linee evolutive di un mondo sempre più basato sulla informazione e l’integrazione attraverso tecnologie intranet e Internet hanno portato gli oratori ad offrire uno scenario complessivo nel quale ciascun cittadino, a partire dai soci della Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche, può leggere i vantaggi di una utopia o i rischi di una distopia come quelle immaginate da George Orwell e Aldous Huxley.

Ma si tratta di un mondo nel quale già ci stiamo immergendo, che offre sfide professionali non prive di implicazioni etiche in un mercato probabilmente caratterizzato da crescente importanza per la sicurezza in tutti i suoi risvolti inclusi safety, security e sguardo sulle strategie complessive.

In prospettiva, sembrano aprirsi, seguendo gli esempi delle aziende multinazionali più lungimiranti, maggiori e diversi spazi di lavoro per gli specialisti che sappiano non chiudersi nel proprio specialismo e contribuire ad una visione olistica della complessità.

La possibilità di creare valore economico resta il motore determinante per indirizzare l’innovazione sia quando si tratta di comprendere che i costi della sicurezza sono ben inferiori ai costi della “non sicurezza”, sia, ha osservato Luca Negrini, quando le aziende competenti nelle tecnologie dell’informazione tendono a spostarsi verso l’uso integrato dei dati raccolti in diverse occasioni.

In visioni come quella proposta da Negrini, la odierna architettura PSIM (Phisical Security Information Management), che si collega a milioni di sensori e masse enormi di dati attraverso Internet con l’Internet delle cose (IoT) e i “Big Data”, può essere posta a servizio delle infrastrutture critiche ma anche condurre ad un sistema di safety&security globale, assimilando l’intera società ad una meta infrastruttura critica.

silvano_bariDipende da tutti noi ottenere il meglio o il peggio da questo mondo nuovo. Sicuramente dobbiamo farci trovare ben preparati e in questo
possono aiutarci anche occasioni di informazione e formazione come quelle offerte dalla stampa specializzata e dai Colloquia di AIIC che proseguiranno validamente coordinati da due esperti di estrazione universitaria come Silvano Bari, vicepresidente di AIIC, e il consigliere Stefano Panzieri, anche nelle vesti di padrone di casa al dipartimento di Ingegneria di Roma Tre.

(Nell’immagine Silvano Bari)